Ho appena scoperto "La natura del gotico" di Ruskin. Saggio straordinario: . "Le carte del mondo che sono state tracciate dalla scienza moderna hanno compresso in uno spazio ristretto l'espressione di una vasta quantità di conoscenza, ma non ho mai visto nessuna abbastanza pittorica da permettere allo spettatore di immaginare il tipo di contrasto nel carattere fisico che esiste tra i paesi del Nord e del Sud. Conosciamo le differenze nei dettagli, ma non abbiamo quella visione ampia e quella comprensione che ci permetterebbe di sentirle nella loro pienezza. Sappiamo che le genziane crescono sulle Alpi e le olive sugli Appennini; ma non concepiamo abbastanza per noi stessi quel mosaico variegato della superficie del mondo che un uccello vede nella sua migrazione, quella differenza tra il distretto della genziana e quello dell'olivo che la cicogna e la rondine vedono da lontano, mentre si appoggiano sul vento di scirocco. Cerchiamo, per un momento, di elevarci anche al di sopra del livello del loro volo, e immaginiamo il Mediterraneo disteso sotto di noi come un lago irregolare, e tutti i suoi antichi promontori che dormono al sole: qua e là un punto arrabbiato di tuono, una macchia grigia di tempesta, che si muove sul campo ardente; e qua e là una corona fissa di fumo vulcanico bianco, circondata dal suo cerchio di ceneri; ma per la maggior parte una grande pacatezza di luce, Siria e Grecia, Italia e Spagna, disposte come pezzi di un pavimento dorato nel blu del mare, cesellate, mentre ci abbassiamo più vicino a loro, con il lavoro battuto delle catene montuose, e brillanti dolcemente con giardini terrazzati, e fiori pesanti di incenso, mescolati tra masse di alloro, arancio e palme piumate, che attenuano con le loro ombre grigio-verdi il calore delle rocce di marmo, e delle sporgenze di porfido che declinano sotto la sabbia lucente. Poi passiamo più a nord, fino a vedere i colori orientali cambiare gradualmente in una vasta cintura di verde piovoso, dove i pascoli della Svizzera, e le valli di pioppi della Francia, e le foreste scure del Danubio e dei Carpazi si estendono dalle foci della Loira a quelle del Volga, viste attraverso le fessure nelle grigie spirali delle nuvole di pioggia e nei veli fluttuanti della nebbia dei ruscelli, che si diffondono basse lungo le terre da pascolo: e poi, ancora più a nord, vedere la terra sollevarsi in enormi masse di roccia piombosa e brughiera, che confina con una vasta distesa di un cupo viola quella cintura di campo e bosco, e si frantuma in isole irregolari e grigie in mezzo ai mari settentrionali, battute dalla tempesta e gelate dalla deriva del ghiaccio, e tormentate da furiosi impulsi di marea contendente, fino a quando le radici delle ultime foreste falliscono tra le valli collinari, e la fame del vento del nord morde le loro cime fino alla sterilità; e, infine, il muro di ghiaccio, durevole come il ferro, si erge, mortale, con i suoi denti bianchi contro di noi fuori dal crepuscolo polare. E, avendo una volta attraversato in pensiero la sua gradazione dell'iride zonata della terra in tutta la sua vastità materiale, scendiamo più vicino a essa, e osserviamo il cambiamento parallelo nella cintura della vita animale: le moltitudini di creature rapide e brillanti che brillano nell'aria e nel mare, o calpestano le sabbie della zona meridionale; zebre striate e leopardi maculati, serpenti luccicanti, e uccelli vestiti di porpora e scarlatto. Contrapporremo la loro delicatezza e brillantezza di colore, e rapidità di movimento, con la forza congelata, e la pelliccia ispida, e il piumaggio scuro delle tribù settentrionali; contrapporre il cavallo arabo con il Shetland, la tigre e il leopardo con il lupo e l'orso, l'antilope con l'alce, l'uccello del paradiso con il pesce falco: e poi, riconoscendo umilmente le grandi leggi secondo cui la terra e tutto ciò che essa porta sono governati in tutta la loro esistenza, non condanniamo, ma gioiamo per l'espressione da parte dell'uomo del suo stesso riposo nelle leggi delle terre che gli hanno dato la nascita. Osserviamolo con rispetto mentre pone fianco a fianco le gemme ardenti, e leviga con morbida scultura i pilastri di jasper, che devono riflettere un sole incessante, e elevarsi in un cielo senza nuvole: ma non con meno rispetto stiamo al suo fianco, quando, con forza ruvida e colpo affrettato, egli colpisce un'animazione goffa dalle rocce che ha strappato tra il muschio della brughiera, e solleva nell'aria oscurata il cumulo di contrafforti di ferro e di muri ruvidi, istintivi con il lavoro di un'immaginazione tanto selvaggia e capricciosa quanto il mare settentrionale; creazioni di forma goffa e arti rigide, ma piene di vita lupo; feroci come i venti che battono, e mutevoli come le nuvole che li ombreggiano."